Dieta iene 2014

Postato . La categoria: Beauty

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Di fronte a un quadro tanto crudele, è umano che si tenti qualunque strada, soprattutto se viene descritta come agevole e in discesa.Nel caso specifico, sottoporre alla sperimentazione della cura un numero sufficientemente alto di persone da comporre un campione statistico affidabile, e un altro, quantitativamente equivalente, a un’altra cura, che sia alternativa alla prima o sia semplicemente la somministrazione d’un placebo.Nulla che sia oltre le possibilità umane: si tratta solo d’applicare il metodo scientifico, grossomodo lo stesso che viene praticato dai tempi di Galilei e di Newton.Casi simili, spesso catalogati nell’ampio e ricco filone delle «bufale», non sono nuovi.In questo momento, in cui state leggendo, vi stanno piovendo addosso meteoriti? Inoltre, parlare di «cancro» in senso generale è sbagliato: ne esistono (purtroppo) di forme diverse, che colpiscono tessuti diversi e hanno caratteristiche di pericolosità, tassi di guarigione e protocolli di cura diversi.Ma è proprio per questo che medici e ricercatori seri vedono servizi del genere di quello delle Iene come fumo negli occhi: per la comprensibile ma pericolosissima tentazione dei malati d’abbandonare cure affidabili per avventurarsi in percorsi dall’esito — nel migliore dei casi — incerto.Chiaramente tutti i protocolli devono esser disponibili a chi li voglia controllare e ripetibili ovunque. Senza questi inevitabili passaggi, probabilmente improponibili per una trasmissione d’intrattenimento, i due eventi singoli sono solo «coincidenti» o, meglio, «eventi indipendenti».La trasmissione Le Iene, pur dopo l’inciampo nel caso Stamina, di nuovo ha proposto, nella puntata di mercoledí 5 marzo, un approccio «alternativo» alla medicina ufficiale.Uno è quello della guanàbana, frutto tropicale dalle pretese proprietà anticancro.La lingua italiana offre i termini per definire in modo preciso il servizio delle Iene: falso, pericoloso, spregevole e dalle conseguenze secondarie sgradevoli. Per la precisione, dovrebbe esser definito «non vero», nel senso che il suo contenuto non è scientificamente valido: definiti due eventi, la relazione causa–effetto dev’esser indagata con metodi severi e rigorosi — a maggior ragione se si tratta della salute delle persone.

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