Dieta a zona braga portogallo

Postato . La categoria: Diabete

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Una volta parcheggiata la macchina nella zona del lungolago, facciamo due passi, prima di fermarci a pranzare da il Gabbiano.Noi invece ci siamo stati lo scorso 25 Aprile, alla fine del nostro giro tra Umbria e Lazio (di cui potete leggere qui e qui) perché eravamo "in zona" e per evitare i lavori sulla strada da Terni ad Orte che causano sempre lunghe code (figuriamoci nel ritorno da un long weekend), abbiamo deciso di spostarci dalla zona dove abbiamo soggiornato.Quindi vi lascio solo qualche foto del lago col sole.Ma sicuramente è un posto che va visitato e soprattutto salvaguardato. Decidiamo di spostarci verso Bolsena ed il relativo lago, confidando nel fatto che le previsioni davano un miglioramento che doveva iniziare prima dal Tirreno.Certo, si sa questo è un posto molto suggestivo e probabilmente la cosa migliore è andarci al mattino prestissimo, quando la vallata è piena di nebbia del mattino, non c'è gente in giro e tutto diventa ancora più magico. Si vedono le foto degli altri e si pensa che prima o poi si andrà a vederli, ovviamente anche per immortalarli.Certo, dicevo, non è la situazione ideale, ma appena la vediamo dal primo belvedere accanto alla piazzetta, ce ne innamoriamo ed ovviamente io comincio a scattare tutta una serie di foto, anche se il tempo non è proprio dei migliori e le nuvole spesso e volentieri prendono il posto del sole.Vorremmo fare un giro anche in centro che sembra molto carino, ma inizia a piovere e visto che non vorremmo partire troppo tardi, per evitare di trovarci nel traffico intenso del rientro, decidiamo di andare via.Ci rechiamo al chiosco che sembra dare informazioni ai turisti e qui scopriamo che c'è una navetta che porta vicino al tratto che poi è da effettuare a piedi. Cosa rende Civita di Bagnoregio un'attrazione così popolare, al di là della posizione spettacolare, è il fatto che viene definita la città che muore in quanto sorge su una rocca che però si sta erodendo pian piano, a causa della formazione geologica dei calanchi, e così gli abitanti progressivamente la stanno abbandonando. C'è solo un ponte pedonale costruito negli anni '60 che permette di arrivare in centro.Seguiamo il fiume umano che si dirige verso il ventoso ponte.Vista la distanza, non siamo arrivati prestissimo, ma anche se per strada avevamo incontrato pochissime macchine, al nostro arrivo scopriamo che c'è il mondo.Dopo il primo tratto in discesa, ci attende una bella salita finale (al ritorno sarà anche peggio).

La prima impressione che si ha, anche a causa della tanta gente presente e dei negozietti di souvenir e per mangiare è che non sia affatto un posto che sta morendo, anzi.Dopo un bel giro nel centro abitato da tanti gatti, torniamo al parcheggio, riproponendoci di tornare in una giornata con un afflusso minore di gente. Strada facendo infatti il cielo si apre ed arriviamo nella vicina Bolsena con un bel cielo azzurro.E così ci siamo spostati nel Lazio già dal mattino.Il servizio è un po' lento, a causa della tanta gente, ma magiamo bene.La presentazione tenuta alla Reale Cavallerizza nell' Aula Magna dell' Università di Torino e quella delle grandi occasioni,si vede, si sente,si respira nell' aria, ancora una volta il movimento di Bra che quest'anno festeggia il suo trentesimo dalla nascita va controtendenza.

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